La nostra esperienza di viaggio
Viaggiare in aereo con bambini piccoli può sembrare complicato, soprattutto quando si tratta del primo volo o di un viaggio intercontinentale. Prima di partire anche noi avevamo tantissimi dubbi: cosa portare? Meglio passeggino o marsupio? Come gestire un volo di tante ore con una bambina così piccola?
La nostra prima vera esperienza è stata tutt’altro che semplice: siamo partiti dall’Italia con nostra figlia di quasi 7 mesi per trascorrere due mesi in Perù.
Il viaggio prevedeva uno scalo a Madrid, il volo fino a Lima e successivamente un altro volo interno verso Cusco, fino ad arrivare a Machu Picchu.
È stato un viaggio lungo e impegnativo, ma ci ha insegnato moltissimo su cosa significa viaggiare in aereo con un bambino piccolo. Alcune cose che prima della partenza consideravamo indispensabili si sono rivelate superflue; altre, invece, ci hanno semplificato enormemente il viaggio.
Da questa esperienza sono nati i nostri 5 errori da evitare quando si viaggia in aereo con bambini piccoli, insieme ad alcuni consigli che avremmo voluto conoscere prima di partire.
1. Portare troppi pannolini
Quando si parte per un viaggio lungo con un neonato, una delle prime preoccupazioni è avere tutto il necessario. Nel nostro caso saremmo rimasti in Perù per due mesi e la tentazione di partire con una scorta enorme di pannolini era forte.
Con il senno di poi, sarebbe stato soltanto spazio sprecato in valigia.
A meno che non si viaggi verso una zona particolarmente isolata, è meglio verificare prima della partenza la presenza di supermercati o negozi nella destinazione scelta e acquistare lì buona parte della scorta.
Il nostro consiglio è di portare abbastanza pannolini per il viaggio e per i primi giorni, aggiungendone qualcuno in più per eventuali ritardi o imprevisti.
In questo modo si parte tranquilli senza sacrificare inutilmente spazio prezioso in valigia.
2. Partire senza un buon marsupio
Durante il nostro viaggio il marsupio è diventato uno degli accessori che abbiamo utilizzato di più.
Con una bambina di 7 mesi ci sono inevitabilmente molti momenti in cui vuole stare in braccio. Avere un marsupio ci ha permesso di muoverci più facilmente negli aeroporti e durante gli spostamenti, lasciandoci contemporaneamente le mani libere.
Noi abbiamo utilizzato il BabyBjörn One Air, un marsupio in mesh 3D traspirante che si è rivelato particolarmente pratico anche durante un viaggio lungo.
Se volete dare un’occhiata al modello che abbiamo utilizzato durante il viaggio, trovate qui il nostro BabyBjörn One Air su Amazon. (link affiliato)
Il consiglio che daremmo oggi è di non aspettare la partenza per utilizzarlo per la prima volta. Meglio provarlo a casa, regolarlo correttamente e abituare gradualmente il bambino prima del viaggio.
Marsupio e passeggino, inoltre, non devono necessariamente essere considerati alternativi. Durante il nostro viaggio abbiamo trovato utili entrambi, ma in situazioni diverse.
3. Rinunciare al passeggino
Prima di partire si potrebbe pensare che il passeggino sia soltanto un ingombro in più da trasportare. Per noi è stato esattamente il contrario.
Negli aeroporti, soprattutto durante gli scali e le lunghe attese, avere un posto in cui nostra figlia potesse stare o riposare è stato molto comodo. E inevitabilmente il passeggino diventa anche un piccolo aiuto quando ci si trova a gestire contemporaneamente bagagli, giubbotti e tutto ciò che serve per il bambino.
Le modalità con cui il passeggino viene trasportato possono però cambiare in base alla compagnia aerea e all’aeroporto. In molti casi è possibile utilizzarlo fino al gate o in prossimità dell’imbarco e consegnarlo successivamente al personale.
Prima della partenza è quindi importante verificare direttamente le condizioni previste dalla propria compagnia aerea. Per informazioni generali su ciò che può essere portato a bordo è possibile consultare anche le indicazioni ufficiali dell’ENAC sugli articoli consentiti in cabina.
Dopo la nostra esperienza, se dovessimo ripartire con un bambino di questa età, porteremmo nuovamente sia il passeggino sia il marsupio.
4. Non informarsi sulle culle da aereo
Questo è un aspetto particolarmente importante quando si affrontano voli intercontinentali.
Alcuni aeromobili dispongono di apposite culle per neonati, generalmente chiamate bassinet. Disponibilità, modalità di richiesta e limiti di peso o dimensioni dipendono però dalla compagnia e dall’aeromobile utilizzato.
Per questo motivo conviene informarsi con largo anticipo e non aspettare di arrivare in aeroporto.
Quando si affronta un volo di oltre dieci ore, la possibilità di avere una soluzione adatta al riposo del bambino può fare una grande differenza anche per i genitori.
Se state organizzando un viaggio lungo, questo è sicuramente uno dei punti che consigliamo di verificare direttamente con la compagnia prima della partenza.
5. Pensare che cambiare il pannolino in aereo sia semplice
Naturalmente è possibile che a bordo ci sia un bagno dotato di fasciatoio, ma gli spazi sono decisamente più ridotti rispetto a quelli che si trovano normalmente in aeroporto.
Durante un volo lungo sarà probabilmente inevitabile cambiare il bambino a bordo, ma una piccola abitudine può semplificare almeno la partenza: fare un ultimo cambio poco prima dell’imbarco.
È altrettanto importante organizzare bene il bagaglio a mano.
Pannolini, salviette, sacchetti e almeno un cambio completo dovrebbero essere facilmente raggiungibili, senza dover svuotare l’intero bagaglio nel momento in cui servono.
Dopo aver affrontato diversi voli con una bambina così piccola, abbiamo capito che una buona organizzazione del bagaglio a mano può fare molta più differenza della quantità di cose che si decide di portare.
Altri consigli per viaggiare in aereo con bambini piccoli
Oltre a questi cinque errori, il nostro viaggio ci ha insegnato alcune piccole accortezze che oggi adotteremmo nuovamente.
Informarsi sull’imbarco prioritario
Alcune compagnie aeree o aeroporti prevedono modalità d’imbarco dedicate alle famiglie con bambini piccoli.
Quando disponibile, avere qualche minuto in più per salire a bordo, sistemare il bagaglio e preparare ciò che servirà durante il volo può essere molto comodo.
Le condizioni variano però da una compagnia all’altra, quindi è sempre meglio verificarle prima della partenza.
Portare almeno un cambio completo nel bagaglio a mano
Non metteremmo mai tutto ciò che serve al bambino nella valigia da stiva, soprattutto durante un viaggio con scalo.
Nel bagaglio a mano consigliamo di avere:
- pannolini e salviette;
- uno o più cambi per il bambino;
- sacchetti per gli indumenti sporchi;
- una mussola o un bavaglino;
- tutto ciò che utilizzate normalmente per il cambio.
Aggiungeremmo anche una maglietta di ricambio per mamma o papà. Con un neonato può tornare utile più facilmente di quanto si possa immaginare.
Viaggiare leggeri, ma organizzati
Viaggiare leggeri non significa necessariamente portare pochissime cose, ma riuscire a organizzare bene quello che si porta.
Nel nostro caso avevamo anche attrezzatura fotografica, computer e dispositivi elettronici, quindi separare gli oggetti di valore da tutto ciò che serviva per nostra figlia ci ha aiutato molto.
Il necessario per il bambino dovrebbe essere facilmente accessibile durante il viaggio, soprattutto in aeroporto e a bordo.
Controllare sempre le regole sui bagagli per neonati
Un errore che è facile commettere è pensare che esista una regola valida per tutte le compagnie aeree.
In realtà la franchigia bagaglio prevista per neonati e bambini può cambiare in base alla compagnia, alla tariffa acquistata e al fatto che il bambino viaggi in braccio oppure disponga di un proprio posto.
Lo stesso vale per passeggini e altre attrezzature per bambini.
Per questo motivo consigliamo di controllare sempre le condizioni aggiornate direttamente sul sito della compagnia con cui si volerà.
Cosa abbiamo imparato dal nostro viaggio in Perù
Prima di partire ci chiedevamo se affrontare un viaggio così lungo con una bambina di neanche 7 mesi fosse davvero una buona idea.
Poi siamo partiti.
Abbiamo attraversato aeroporti, affrontato uno scalo a Madrid, volato fino a Lima, preso un altro aereo per Cusco e siamo riusciti ad arrivare insieme fino a Machu Picchu.
Non è stato sempre semplice. Viaggiare con un bambino piccolo significa adattarsi ai suoi ritmi, organizzarsi meglio e accettare che non tutto andrà esattamente come programmato.
Ma proprio questo viaggio ci ha fatto capire che viaggiare in aereo con bambini piccoli è possibile, anche quando la destinazione è lontana.
Oggi, ripensando a quei due mesi in Perù, non ricordiamo soltanto la fatica del viaggio. Ricordiamo soprattutto una delle prime grandi avventure vissute insieme come famiglia.
Se state preparando il vostro primo volo con un bambino piccolo, speriamo che la nostra esperienza possa aiutarvi a partire più preparati e, soprattutto, un po’ più tranquilli.
Buon viaggio!

